Il drone rileva ciò che l'occhio non può vedere: hotspot e anomalie termiche che riducono la resa dei tuoi pannelli solari. Analisi conforme alla norma IEC TS 62446-3, pilota ENAC certificato, operativo a Brescia e in tutta la Lombardia.
Un modulo fotovoltaico che non funziona correttamente si scalda. È il principio su cui si basa l'intera diagnostica: una cella in cortocircuito, una saldatura degradata o una stringa esclusa dal circuito dissipano in calore l'energia che dovrebbero convertire in elettricità. Quel calore è invisibile a occhio nudo, ma una termocamera radiometrica lo misura con precisione decimale.
L'ispezione del fotovoltaico con drone porta quella termocamera sopra l'impianto mentre i moduli sono in piena produzione. In poche decine di minuti di volo si acquisisce la firma termica di ogni singolo pannello solare del campo — cosa che, con una termocamera portatile e un operatore sul tetto, richiederebbe giornate di lavoro in quota e, su molte coperture industriali, non sarebbe nemmeno eseguibile in sicurezza.
Il risultato non è una galleria di immagini colorate, ma un documento operativo: ogni anomalia viene classificata per tipologia e gravità secondo la specifica tecnica IEC TS 62446-3 e localizzata sulla mappa dell'impianto, così che il manutentore sappia esattamente su quale modulo intervenire e con quale priorità. È la differenza fra sapere che l'impianto rende meno del previsto e sapere perché.
Un processo in quattro fasi, dal sopralluogo alla relazione tecnica finale.
Raccolta dati sull'impianto, verifica delle aree di sorvolo (D-Flight/no-tam) e pianificazione del piano di volo per garantire la massima copertura dei moduli.
Il drone sorvola l'impianto con termocamera radiometrica mentre i moduli sono in produzione, acquisendo immagini RGB e termiche ad alta risoluzione, con setup e decolli multipli se necessario.
Elaborazione dei termogrammi ed eventuale ortofoto termica. Individuazione e classificazione delle anomalie per tipologia, gravità e posizione, secondo la norma tecnica IEC TS 62446-3.
Consegna di una relazione tecnica in PDF con mappatura dell'impianto, immagini RGB/termiche affiancate, tabella delle anomalie riscontrate e indicazioni operative per la manutenzione.
Celle che surriscaldano per impurità, ombreggiamento parziale o degradazione, con perdita di produzione e rischio di danno irreversibile al modulo.
Celle o stringhe escluse dal circuito tramite diodo di bypass: non visibili a occhio nudo, ma evidenti nell'immagine termica.
Degrado indotto da polarizzazione e crepe sottili nei wafer, causa di cali di potenza progressivi difficili da diagnosticare senza termocamera.
Distacco dello strato protettivo dal vetro, spesso causato da infiltrazioni di umidità, con firma termica riconoscibile.
Stringhe inattive o parzialmente attive per connessioni allentate, fusibili guasti o anomalie dell'inverter, identificate con la mappatura termica del campo.
Depositi di polvere, guano o vegetazione che causano perdite localizzate di produzione, individuati per ottimizzare gli interventi di pulizia.
Una termografia eseguita nelle condizioni sbagliate non è semplicemente meno precisa: è inutilizzabile, perché le anomalie non producono un contrasto termico sufficiente a distinguerle dal rumore. Per questo l'ispezione non si improvvisa e non si esegue in qualunque giornata. Questi sono i parametri che verifichiamo prima di programmare il volo.
Serve un irraggiamento di almeno 600 W/m² sul piano dei moduli, preferibilmente stabile. Sotto questa soglia i difetti non generano abbastanza calore per emergere con chiarezza nel termogramma.
Il vento raffredda la superficie dei pannelli solari e attenua le differenze di temperatura, mascherando gli hotspot. In giornate ventose l'ispezione viene rinviata.
Il passaggio di nuvole altera l'irraggiamento durante il volo e rende i termogrammi non confrontabili fra loro. Si privilegiano condizioni limpide e costanti.
I moduli devono essere connessi e in erogazione: è la corrente che li attraversa a rivelare i difetti. Su un impianto spento la termografia non mostrerebbe nulla.
In Lombardia la finestra migliore va dalla primavera all'inizio dell'autunno, nelle ore centrali della giornata, quando l'irraggiamento è pieno e prolungato.
Un controllo periodico ogni 1-2 anni intercetta i degradi prima che diventino perdite rilevanti. Consigliata anche al collaudo e dopo eventi meteo intensi come grandinate.
L'ispezione avviene in volo con l'impianto attivo: nessun pannello disconnesso, nessuna perdita di ore di generazione.
Elimina i rischi per il personale tecnico e i costi delle misure di protezione in quota.
Copertura dell'intero campo fotovoltaico in tempi ridotti rispetto ai controlli manuali tradizionali.
Ogni anomalia è localizzata con precisione nell'impianto, così il tecnico di manutenzione sa esattamente dove intervenire.
Verifica dell'integrità dell'impianto subito dopo la messa in opera, prima della consegna al cliente finale.
Tecnica di screening che non richiede l'arresto o la manomissione dell'impianto durante il rilievo.
Nota: le indagini termografiche sono eseguite a scopo conoscitivo e di screening preliminare, mediante tecnica non distruttiva. L'attività non costituisce prova conforme alla norma UNI EN ISO 9712, non essendo il professionista in possesso della relativa certificazione di operatore di 1° o 2° livello: la documentazione prodotta ha carattere informativo e non è utilizzabile come rapporto di prova ai fini di contestazioni tecnico-legali.
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Se la tua domanda non è qui, scrivici direttamente.
Il drone sorvola l'impianto seguendo un piano di volo predefinito, con una termocamera radiometrica che acquisisce simultaneamente immagini termiche e visibili di ogni modulo. I moduli devono essere in produzione: è la corrente che li attraversa a far emergere i difetti sotto forma di calore anomalo.
I termogrammi vengono poi analizzati a terra: ogni anomalia è classificata per tipologia e gravità secondo la specifica IEC TS 62446-3 e localizzata sulla mappa dell'impianto, in modo che l'intervento di manutenzione sia mirato.
No, ed è esattamente il contrario: l'impianto deve restare acceso e in erogazione. Su un impianto spento i moduli difettosi avrebbero la stessa temperatura di quelli sani e la termografia non rivelerebbe nulla.
Non c'è quindi alcuna perdita di produzione durante il rilievo, né necessità di disconnettere stringhe o smontare pannelli solari.
Tre differenze sostanziali. Velocità: il drone copre in un volo quello che a piedi richiederebbe giornate. Sicurezza: nessun operatore deve salire in copertura, con i rischi e i costi delle protezioni in quota che ne derivano. Completezza: dall'alto ogni modulo viene inquadrato con la stessa geometria e angolazione, mentre da terra molti pannelli restano inaccessibili o vengono ripresi di scorcio, con letture meno affidabili.
Il costo dipende essenzialmente da potenza e numero di moduli, dalla conformazione dell'impianto (campo a terra, capannone, copertura residenziale), dall'ubicazione e dall'eventuale necessità di autorizzazioni allo spazio aereo.
Per questo non pubblichiamo un listino: descrivici l'impianto e ricevi un preventivo gratuito, senza impegno, entro il primo giorno lavorativo utile.
Come controllo di routine, ogni 1-2 anni: è la frequenza che permette di intercettare i degradi progressivi prima che si traducano in perdite di resa significative.
A questa si aggiungono alcune occasioni specifiche: al collaudo subito dopo l'installazione, dopo eventi meteorologici intensi (in particolare grandinate), e quando il monitoraggio segnala un calo di produzione di cui non si conosce la causa.
Sì. Operiamo su parchi solari e impianti industriali su capannone, ma anche su impianti residenziali, dove il drone risolve un problema pratico concreto: raggiungere una copertura a falda senza ponteggi, senza linee vita e senza rischi.
Una relazione tecnica in PDF contenente la mappatura dell'impianto, le immagini termiche e visibili affiancate per ciascuna anomalia, la tabella delle criticità classificate secondo IEC TS 62446-3 e le indicazioni operative per la manutenzione.
Su richiesta è possibile produrre una relazione tecnica separata sulla conformità antincendio ai sensi della Circolare VVF n. 14030 del 01.09.2025.
La base operativa è a Brescia e copriamo abitualmente tutta la Lombardia e le province limitrofe — Bergamo, Cremona, Mantova, Verona. Per impianti di dimensioni rilevanti valutiamo trasferte anche oltre quest'area: è sufficiente chiedere.
Descrivici l'impianto (potenza, ubicazione, numero indicativo di pannelli): ti rispondiamo con un preventivo gratuito entro il primo giorno lavorativo utile.
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